Chi siamo

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Il desiderio di conoscere genti e luoghi lontani mi ha portato a visitare più di 160 paesi alla ricerca delle emozioni che si vivono nella cerimonie, nelle feste, nei più semplici mercati, nella vita quotidiana. Dalla passione per i viaggi e da quella per la fotografia è nato un archivio di oltre 40.000 scatti, sguardi di persone vere che mi hanno prestato i loro volti e regalato i loro sorrisi.


Alcuni scatti sono stati premiati in vari concorsi, il premio più incredibile è stato il Nikon Photo Contest International, 3° assoluto su oltre un milione di partecipanti.


Ho avuto il piacere di allestire alcune mostre specialmente a Bologna, a Palazzo Re Enzo, nel cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio e quella che più mi ha emozionato: 24 grandi pannelli in Piazza del Nettuno. La frase che ho voluto inserire in ognuna era “se il visitatore uscendo potrà dire che anche una sola di queste immagini lo ha fatto sorridere, impressionato, incuriosito o commosso, allora questa mostra avrà avuto successo”.


Ho collaborato con l’Unicef in alcune iniziative, alcuni settimanali hanno utilizzato i miei scatti in appoggio al loro reportage. Un libro totalmente mio nel lontano 1998 dal titolo Sumi (sto cominciando a preparare il secondo) erano solo volti, unico scritto era una frase del poeta inglese G. Herbert “Gli occhi parlano ovunque la stessa lingua”. Il National Geographic ha scelto diversi miei scatti (e la cosa mi inorgoglisce) nel loro libro “I Popoli del Mondo”.


La passione e l’emozione di tante situazione hanno compensato i disagi anche pesanti, le sistemazioni notturne vanno il più delle volte dalla tendina igloo facilmente trasportabile e velocemente montabile ad alberghi assolutamente “particolari”.


In molti paesi la precaria situazione politica ed il rischio attacchi o rapimenti è purtroppo alto e sempre più presente. In alcune nazioni le stesse autorità militari obbligano a servirsi di scorte armate formate da loro soldati che spesso è opportuno aumentare con contractor privati. Anche il fai da te è possibile.


In tanti anni “in giro” anche qualche problema sanitario si è presentato; i due più pericolosi sono stati una colica renale in Gambia, scambiata per appendicite e curata con la proibizione di ingerire liquidi (in agosto con 40 gradi) in attesa dell’imminente operazione. Non potete immaginare i dolori! Fui salvato da un giovanissimo volontario francese di Medecins Sans Frontieres che passando (ero già in camera operatoria) mi ha visitato ed escludendo una peritonite imminente mi ha aiutato a fuggire consigliandomi di prendere il primo volo che portasse verso l’Europa indipendentemente dal paese di arrivo. Il secondo e sicuramente più pericoloso è stata una malaria cerebrale, malattia che non perdona se non contrastata nelle prime 24 ore, che mi è scoppiata nel mezzo del Sahara, assolutamente nel mezzo; stavamo percorrendo la transaariana da sud (Togo) a nord (Tunisi). Questa malattia ha una incidenza di sopravvivenza non esaltante in ospedale. Fortunatamente avevamo medicine giuste, dico fortunatamente in quanto esistono vari tipi di malaria (la mia era la peggiore, la Falciparum) e vanno curate con medicinali mirati. Il tutto proseguendo comunque il viaggio, in quanto sarebbe stato impensabile fare campo di giorno, in agosto nel Sahara con temperature oltre i 50 gradi.


Altri hobby: subacquea, possiedo il brevetto Master Scuba Diver e per anni ho insegnato come Ass. Instructor Padi. Chiaramente anche in questa passione non poteva mancare la fotosub, nelle oltre 1200 immersioni, tanti scatti con soggetto preferito gli squali. Il rally: 11 anni come navigatore, ho corso con varie auto affidateci dalle scuderie Fiat Corse, Jolly Club, Tre Gazzelle e River Team. Probabilmente le emozioni e le paure più intense. Paracadutismo: brevetto militare della Folgore; poi altri hobby più normali come lo sci, ecc.


A volte il fotografo è fotografato, questa mia immagine è stata pubblicata su un giornale indiano in occasione della festa delle polveri e dei colori.